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venerdì 30 novembre 2007

Una grande meraviglia!!!


La scelta sulla razza da celebrare in questo secondo post non è stata semplice. Il dilemma era tra il cane lupo cecoslovacco (belle immagini ed utili informazioni su questa razza potete trovarle cliccando sul link della parola) o il pastore tedesco. Ho visionato foto, standard e poi alla fine ho fatto la scelta. Il pastore tedesco a mio parere rappresenta il cane per eccellenza, un giusto equilibrio di eleganza, coraggio, atleticità, fedeltà, uniti ad una ineguagliabile capacità recettiva e di addomesticabilità. Il pastore tedesco rientra ovviamente come dice la parola stessa tra i cani da pastore ma il suo impiego accanto all'uomo è molteplice. Cane guida per i ciechi, cane da salvataggio, da guardia, da difesa, impiegato perfetto nella polizia, cane anti-droga, e chi più ne ha più ne metta! E' un cane di grandi dimmensioni che di conseguenza deve essere gestito come tale: le misure sono per i maschi altezza al garrese da 60 a 65 cm e peso da 30 a 40 Kg, per le femmine altezza al garrese da 55 a 60 cm e peso da 22 a 32 Kg. Il pelo può essere duro o lungo e i colori ammessi sono nero con focature regolari brune, gialle fino a grigio chiaro, con sfumature scure ( tracce nere su base grigia o bruno chiaro con relative focature chiare), nero, grigio unito oppure con focature chiare o brune. Caratteristica importante è il tronco, lungo che discende verso il posteriore, leggermente inclinato (circa 23°). Le orecchie devono essere dritte e rivolte entrambe verso la stessa direzione (non vanno bene le orecchie tagliate o piegate). I cuccioli (meravigliosi!!) le hanno piegate, poi con l'età si addrizzano naturalmente. Come carattere è a dir poco un cane eccezionale: equilibrato, saldo di nervi, sicuro di sé, disinvolto e di indole buona. Deve essere altresì vigile e docile, per essere idoneo come cane da accompagnamento, da guardia, da difesa, di servizio e da pastore. Inoltre deve avere coraggio, combattivita e tempra. Compagnio fedele è consigliato a chiunque voglia trascorrere una parte della propria vita accanto ad un compagno unico ed indimenticabile.

mercoledì 29 novembre 2006

LABRADOR RETRIEVER

www.retriever.it

Oggi mi trovo leggermente in difficoltà nello scrivere questo post.
Ormai da parecchi anni il Labrador identifica in assoluto il cane da famiglia. La sua consacrazione avvenuta con le note pubblicità della Scottex, ha fatto sì che il Labrador Retriever entrasse di diritto in tutte le famiglie con bambini.
Sapere di poter incontrare una quantità inimmaginabile di esperienze differenti mi mette a disagio e allo stesso tempo mi sprona nel dare la schicchera alla prima tessera di un potenziale domino. Per questo con umiltà, e con la solita faccia da culo di chi pensa di saperne qualcosa, butto giù questo post speranzoso in qualche critica.
Colgo al balzo l'occasione per inaugurare la nuova rubrica di BauBau Magazine. La Dedicanina.
Oggi la nostra Dedicanina è tutta per Lucky!
Nome molto utilizzato, per un Labrador non altrettanto comune. Lucky è un bellissimo maschio del bresciano dal carattere da vero duro ma con un cuore d’oro.
Dei tre colori conosciuti (nero, fegato, giallo) Lucky, come potete ben vedere, ha il manto del colore più chiaro che gli conferisce un aspetto da vero cucciolone. Tutt’altro che tenero cucciolone, la sua stazza ed il suo temperamento rendono quest’esemplare un ottimo cane da guardia, da riporto, e da compagnia… all’aperto.

Ma per capire bene da dove nasce questa sua imponenza caratteriale bisogna dare un’occhiata alla storia dei suoi antenati.
Il Labrador ha origini molto lontane, che partono dall’isola di Terranova in Canada, passano in Inghilterra per poi diffondersi in ogni casetta dal tetto rosso e dal comignolo fumante.
L’antica Newfoundland, l’isola di Terranova appunto, intorno al 1400 si presentava come una fredda terra ricca di pesce, dove il mare rappresentava l’unica risorsa per la sopravvivenza. Proprio queste condizioni attuarono la più naturale delle selezioni generando esemplari temprati, forti di salute, desiderosi d’essere d’aiuto, ma soprattutto in simbiosi con l’acqua dal momento che il loro compito era proprio il recupero dei pesci usciti dalle reti.
Per spiegare come la razza trasmigrò sulle coste britanniche, basti pensare che la grande pescosità di queste acque ci mise davvero poco ad attirare le navi del Vecchio Continente. I comandanti inglesi, impressionati dal beneficio che i pescatori riuscivano a trarre dal lavoro inesauribile di questi animali, decisero di importarli in patria.
Da questo punto in avanti le sorti del Labrador si aggrapparono di volta in volta ai vezzi di alcuni nobili inglesi, estimatori della razza, i quali riuscirono a farla sopravvivere ai molti problemi burocratici e non per il possesso e soprattutto per l’importazione di cani in un’Inghilterra infestata dai ratti e dalle malattie.

Tornando a parlare di Lucky non posso non dire di esserne rimasto impressionato al primo impatto. L'immagine che i media proiettano di questa razza non è di sicuro quella che la storia ha forgiato. Decisamente argento vivo!
E credetemi non è un modo di dire. Molti cani possono essere classificati come instancabili ma il labrador ha qualcosa in più nel carattere. Quel qualcosa che se ben gestito può sicuramente regalare immense soddisfazioni e spiega il grand eimpiego come cane da lavoro. Al contrario se non contenuto rischira di creare qualche disagio in casa e fuori.
Comunque sia è un animale dal cuore grande e che se tenuto in forma ha un'imponenza rara, di sicuro sono convinto che possa tenere testa a razze come il Rottweiler.

lunedì 10 luglio 2006

CHOW CHOW

www.allevamentodelvento.com

E si, proprio una razza insolita per il nostro Blog! In effetti, senza nulla togliere a questo dolcissimo orsacchiotto, i nostri gusti sono orientati maggiormente verso ben altri canidi.
Ma dal momento che il nostro Blog è aperto a qualsiasi varietà canina ed oltre, siamo ben contenti di ospitare un esemplare distante dalla nostra cultura ma mai disprezzato.
In realtà, seppur le sue orgini lo identificano come una razza prettamente orientale, il Chow chow è ormai un animale noto ai visi bianchi di noi occidentali. D'altra parte i primi effetti della globalizzazione, quando ancora questa parola significava ferrovia e non fibra ottica, sono stati proprio (ahimè!) le esportazioni di un grosso numero di esemplari animali e vegetali per i più svariati motivi, da un più alto scopo scientifico ad una più futile necessità estetica.
Tornando al nostro peloso amico, pare che questa razza sia nata moltissimo tempo fà nei meandri più reconditi della cina, come cane da lavoro. Un tuttofare che sopportasse bene la fatica, fosse un ottimo guardiano e non risentisse delle intemperie. Insomma che rispecchiasse in toto la mentalità orientale.
Ben poco si conosce della sua evoluzione, certo è che la razza è stata salvata dalla meticolosità dei monaci buddisti che sono riusciti a portare a noi questi bellissimi esemplari.
La particolarità di questo cane che oramai tutti conoscono è la sua lingua. Infatti il colore violaceo, tendente al blu, della sua lingua lo rende unico al mondo.
L'esemplare più conosciuto possiede un manto di colore rosso o cannella, ma ne esistono anche di colore nero, blu o crema.
Bello bellissimo insomma, anche se vederlo passeggiare tra le vie di Roma, soprattutto d'estate, ci fa sempre pensare.
Purtroppo la nostra mente chiusa e poco flessibile non riesce a comprendere come sia possibile adottare un cucciolo di una qualsiasi razza nordica in un ambiente così temperato ed a volte torrido. Credo che la varietà di razze di cui disponiamo sia dovuta proprio alla varietà di territori ed ambienti di cui è costituito il mondo. Per questo non è giusto costringere ad habitat differenti, razze differenti. Così com'è crudele costringerli ad assurde tosature o a relegarli in casa. In estate abbiamo assistito a galoppate di bellissimi cani nordici sui prati montani del Sud-Tirol, qui in città il massimo che siamo riusciti a fotografare è stata la bava di qualche "coraggioso" disteso sull'erba di un praticello.
Pensiamo a loro.

giovedì 8 giugno 2006

BASSOTTO TEDESCO

www.dicasastoppa.it

Ed ecco un altra razza che apprezziamo moltissimo. Il Bassotto. Per non tediarvi con l'ennesimo esemplare color nero-focato (anche se ne varrebbe la pena NdC) ci dedicheremo in particolar modo a quello a pelo duro. Si, infatti i Bassotti si dividono essenzialmente in tre macro categorie: a pelo lungo, a pelo duro e a pelo lisco dai colori fulvo e nero focato, anche se non è raro trovare esemplari dal manto arlecchino. Per quanto riguarda la taglia si differenziano tra Standard, Nano e Kaninchen, senza superare mai i 9 Kg.
A dispetto di quello che si può pensare il bassotto è un cane coraggioso, tenace e risoluto, ma anche affettuoso, allegro e divertente; la taglia contenuta ha poco o nulla a che fare con l'indole di un cane che sa quel che vuole e non manca di ricordarlo ai suoi possessori. D'altra parte è pur sempre un cane da caccia! Infatti il bassotto nasce proprio in Germania come cane da tana ed è proprio quest'istinto che gli regala tutta la vivacità che dimostra.
E' un animale perfetto per qualsiasi persona. Aggiunge ai vantaggi della piccola taglia tutte le doti di un esamplare dal temperamento equilibrato, senza risultare mai eccessivo ed isterico come la maggior parte dei cani extra-small.

domenica 7 maggio 2006

SETTER GORDON


Bisogna avere la fortuna di incontrarne uno per comprendere la bellezza di questo esemplare.
Meno diffuso e conosciuto dei suoi cugini, il setter inglese ed il setter irlandese, il Gordon ha il manto nero-focato ed una imponenza rara nei cani da caccia. Leggermente meno snello del rosso irlandese, grazie al suo manto scuro risulta ugualmente elegante ed agile e vi assicuro che vederlo correre è un piacere. Come tutti i setter è un cane molto esuberante e pieno di vita , e come tutti i cani da caccia, in mezzo alla natura è difficile tenerlo fermo. Tutto ciò non deve far pensare male, anzi!Certo, i cacciatori sapranno benissimo che nel loro DNA sono incluse una serie di "necessità" e comportamenti che possiamo ben dire, non essere proprie di un vero "Lord". Tra le quali c'è la necessità di mimetizzarsi, sia visivamente che olfattivamente, la necessità di "analizzare" il territorio (qualsiasi esso sia. NdC) palmo a palmo, la necessità di scavare alla ricerca di radici, etc... Non bisogna dimenticare, inoltre, che avendo un carattere molto testardo è necessario indirizzarli verso la giusta educazione sin da cuccioli... e occhio alle zampe delle sedie! I loro dentini aguzzi non aspettano altro che sgranocchiare qualcosa di croccante!
La nostra esperienza con un setter gordon risale all'estate scorsa nei boschi dell'Sud-Tirol quando, insieme con le ragazze, Laura e Diana, abbiamo incontrato un gordon maschio. Coperto dallo scricchiolio dei legnetti sotto i nostri piedi e dalle ombre proiettate dai rami, è riuscito perfettamente a sorprenderci sbucando dal nulla. Ha iniziato a giocare correndo tra i tronchi come un forsennato ed è stata dura interrompere i giochi così appassionanti.

Sicuramente avrete notato una certa predilezione per le razze snelle dal manto nero o nero-focato (Visto il Westy, l'unico bianco, è stato, per giunta, un omaggio a Laura! NdC), e di certo non possiamo negare l'evidenza, ma che ci possiamo fare se sono così belli! Da oggi vi promettiamo che ci spingeremo anche su altri "colori" (Anche perchè quelli neri sono finiti! hi hi hi! NdC).

venerdì 7 aprile 2006

WEST HIGHLAND WHITE TERRIER

www.allevamentolarossella.it
Questo post è un omaggio a Laura. Un autentica patita di questa razza, il Westy! A differenza delle altre razze di cui abbiamo parlato fin'ora, tutte di taglia medio-grande, questa è di taglia piccola. In effetti a livello estetico è un autentico bijoux. Piccolo, bianco splendente, coda dritta a mò di antenna radio, insomma un amore. Non a caso è stato scelto come simbolo del famoso Scotch Whisky. Ma naturalmente la bellezza in un cane non è tutto! Il Westy porta con sè il bisogno di un tolettatura particolare, da praticare costantemente una volta ogni 4 mesi, il cosiddetto stripping. Lo stripping è estremamente necessario affinchè il piccolo non diventi una pecorella giallognola che raccoglie sporcizia per ognidove. Per questo i futuri padroncini di un esemplare del genere devono comprendere da subito la cura di cui questo batuffolo necessita. Certo è che tutti i padroni quando decidono di adottare un cane sono colmi di buoni propositi. Per questo gran parte della responsabilità delle tragedie che accadono nel rapporto cane-uomo è a carico di quegli allevamenti e canili che consegnano indiscriminatamente gli animali a chiunque li richieda. Purtroppo nessuno, senza un'adeguata preparazione è pronto ad avere un cane, neanche noi, prima di conoscere la nostra cagnetta Diana, avremmo mai immaginato quanto impegno fisico, psicologico e morale, fosse necessario per mantenere in ottima salute il proprio cane. E' opinione diffusa che la preparazione dei genitori sia più che sufficiente per allevare un cucciolo. Niente di più sbagliato! Sicuramente è un buon punto di partenza, ma bisogna comprendere che un cane, è un cane, e come tale va trattato. Anche se a volte è facile riconocere nei loro comportamenti quelli di un bambino, i cuccioli hanno differenti modi di relazionarsi con gli altri sia negli affetti che negli attriti.

Un cucciolo non capirà mai che lo state sgridando, picchiando o trattando male perchè voi volete il suo bene. Crescendo non imparerà mai che ci sono cose da fare, perchè giuste, e cose da non fare, perchè sbagliate. Lui capisce solo la differenza tra bene e male, tra coccole e urla, tra felicità e tristezza. Più affettuosi sarete con lui, più amore vi restituirà in futuro. Questo non vuol dire che una sculacciata quando serve non sia efficace, tutt'altro. In questo modo, al momento della sgridata, capirà ancora meglio che quello che sta facendo in quel momento è sbagliato e preferirà di sicuro fare tutto ciò per il quale si merita una valanga di coccole.

martedì 7 marzo 2006

GERMAN SHEPERD

Beh che dire? Questa foto la dice lunga su tutto quello che un padrone può desiderare di trovare in un esemplare di cane. Di sicuro non si può negare che la fama di cane perfetto sia del tutto meritata, e d'altra parte le analisi di mercato (basta anche solo guardarsi intorno) evidenziano come sia una delle razze più richieste. Inutile mettersi ad elencare tutte le qualità del Pastore Tedesco, basti pensare che nell'addestramento, nella difesa e nella vita in branco lui risulta il migliore. Ha un equilibrio psico-fisico che pochi umani dimostrano di possedere, e naturalmente con i bambini è un tesoro. Sulla sua bellezza c'è poco da obbiettare, non ha nemmeno bisogno di spuntatine alle orecchie, stanno sù da sole!!! Immaginate una femmina di Pastore cosa vi può regalare! Si una femmina! Molti quando pensano al cane lo vedono unicamente come essere maschile, e sicuramente anche il maschio ha i suoi pregi. Ma dalla piccola esperienza che ci siamo fatti, pensiamo che chi decida di prendersi un cane possa rimanere maggiormente soddisfatto dall'esemplare femminile. Soprattutto per chi vive in città. La femmina oltre ad avere le caratteristiche del maschio, ha sicurammente un maggior senso della famiglia ed è contraddistinta da una minore irruenza nei modi che permette una migliore gestione dell'animale. E' infatti proprio questa irruenza a creare ai padroni di esemplari maschili non pochi problemi quando si incontrano sia maschi che femmine. Inoltre il maschio, per sua natura, tende ad delimitare bene il suo territorio con qualsiasi mezzo, cosa che le femmine naturalmente non hanno bisogno di fare. Se infine pensate che il periodo di fertilità delle femmine possa creare problemi, vi sbagliate. Per chi pensa hai cuccioli, non c'è nulla di più bello che tante piccole palle di pelo, per gli altri, è consigliatissimo dai maggiori esperti in materia la sterilizzazione dopo il primo calore.

martedì 7 febbraio 2006

DOBERMANN

www.dobermannreview.co.yu

Forse appare come un sogno proibito, una di quelle cose che vorresti tanto ma che sai benissimo non è possibile realizzare. Sarà per le condizioni ambientali, per l'organizzazione giornaliera, per le infrastrutture a tua disposizione, ma avere un Dobermann alla maniera che diciamo noi, ora, non è possibile, e per noi presumibilmente non lo sarà per molto altro tempo. E forse è bene che rimanga lì, in quel cassetto da aprire ogni tanto per dare una sbirciatina. Crediamo si sia percepito il nostro apprezzamento per quest’animale, ma allo stesso tempo pensiamo che tante sarebbero le difficoltà che avremmo nel prendere una decisione difficile come quella di adottarne uno. Non che il Beauceron o il Pastore Tedesco siano meno impegnativi, ma di certo noi non siamo tra quelli che non si dedicano ad una bestiola così amabile; e lasciarlo andare a se stesso ci sembra un peccato, uno spreco e (sinceramente) non crediamo sia neanche tanto consigliabile. Dal punto di vista tecnico è letteralmente splendido. Rigorosamente manto nero, il marrone lo lasciamo ai puristi o puritani. Orecchie in su e coda tagliata. Su questo punto è necessario soffermarsi un attimo. La legge oramai vieta pratiche del tipo "Barbiere di Siviglia", ma, ci duole dirlo, il Dobermann è bello proprio per questi due particolari. Ammettiamo che al naturale non ci piace per niente, vada per le orecchie a penzoloni che forse possono conferire anche quell’aspetto tenero che è proprio della razza, ma la coda sottile e lunga che ballonzola di qua e di là non si può proprio vedere! Forse è per tutta questa contraddittorietà che la razza porta con sè, che il Dobermann è un cane che dà pensieri ai propri padroni. Per chi avesse pensato che all'inizio del post alludessimo alla legenda del "cane aggressivo" si è sbagliato di grosso. Tutte quelle frottole sulla calotta cranica piccola, sull'aggressività... etc... ormai hanno fatto sì che la gente demonizzasse questi cuccioli rendendoli dei killer autorizzati a circolare. In realtà abbiamo sempre pensato, e continuiamo ad esserne convinti che (come i figli, del resto) il cane è ciò che uno gli insegna. E non so se vi siete mai fermati a guardare i padroni dei Dobermann, ci credo che dopo si sentono notizie drammatiche alla tv dove vengono accusati i cani invece che i loro padroni!

sabato 7 gennaio 2006

BOUCERON

www.berger-de-beauce.com

Questa razza, insieme al Dobermann, è tra quelle che più ci affascina. Di solito si usa associare alla razza una comune e diffusa credenza popolare che identifica nel bene o nel male il comportamento della razza stessa. Fortunatamente in Italia il Beauceron è scarsamente conosciuto e questo sicuramente può essere un aspetto positivo, ma bisogna sempre considerare che il collegamento con il Dobermann è a dir poco immediato. Di certo la sua imponenza fisica non aiuta. Per apprezzarne i pregi è consigliabile farsi un giro in Francia, dove il Beauceron, o Pastore della Beauce, è molto diffuso ed amato. Viene utilizzato sia come cane da guardia (le sue ragioni, le sa difendere benissimo da solo) che come cane da compagnia (con i bambini è fanastico!), e questo lo avvicina molto di più all’amatissimo Pastore Tedesco che al più temibile Dobermann. Dal punto di vista estetico c’è poco da dire, il suo manto nero con sfumature marroni lo rende assolutamente regale, ed il pelo lungo addolcisce i suoi lineamenti da duro. E' così che noi lo preferiamo. Ci sono anche Beauceron col manto completamente nero o con venature bianche, ma a nostro parere (e senza offesa) lo fanno sembrare un meticcio qualunque o peggio un cane da combattimento. Dal punto di vista della salute non sappiamo dare un’opinione, ma abbiamo sempre pensato che i cani vadano curati con la medesima attenzione con cui ci si prende cura dei propri familiari a prescindere dalle problematiche che possano insorgere nel corso della vita.
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