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venerdì 7 marzo 2008

Iniziativa


Volevo portare alla vostra attenzione una iniziativa che penso possa meritare la nostra attenzione. Sicuramente tutti starete pensando alle uova pasquali da comprare per i consueti regali. Beh, sabato 8 e domenica 9 la Lav sarà in molte piazze per sensibilizzare l'opinione pubblica su un tema importante: dire no al trattamento intensivo di alcuni animali (e in particolare in questo caso le galline ovaiole) ostrette a vivere in gabbie larghe 20 cmx20 cm, senza la possibilità di compiere il minimo movimento.
Potrete firmare la PETIZIONE (è possibile anche farlo online). Mi raccomando partecipate numerosi!!

Contest di Danirevi

Visto che non voglio essere sempre l'ultima ci provo anch'io!
Voglio tentare la sorte con questo concorso, non si sa mai.

A quanto pare basta inserire un'immagine ed un paio di link e si rischia di vincere un computer.




Grazie a Claudio per la segnalazione.

martedì 4 marzo 2008

Scodinzoliamo!!!


La coda è una delle caratteristiche principali del corpo animale confrontato con il nostro. Ma sappiamo realmente a cosa serve? Per il cane la coda è lo strumento (insieme ai suoni) più importante di comunicazione degli stati d'animo. Normalmente lo scodinzolio è interpretato come sinonimo di contentezza. Ma non tutti sanno che ci sono vari stadi di contentezza. Nel libro "L'intelligenza dei cani" l'autore Stanley Coren sottolinea come se osserviamo bene il cane nelle diverse occasioni di eccitazione, possiamo notare che il movimento non è sempre uguale a se stesso: cambia la velocità e cambia l’ampiezza di movimento a seconda del diverso grado di eccitazione e del motivo dell’eccitazione. Quando torniamo a casa e lo scodinzolio è più lento vuol dire che il cane ci sta salutando secondo "routine", è contento ma per qualcosa che lui sa, succede frequentemente. Quando invece lo scodinzolio è più frenetico accompagnato magari da sonori abbai e salti, quello sta ad indicare una gioia incontenibile. Come quando afferriamo il guinzaglio per portarlo fuori. Poi c'è il cosiddetto scodinzolio rassicurante: quando gioca il cane scodinzola in un modo che serve a farci capire che tutto quello che farà (abbai, ringhi, morsetti, attacchi) sarà fatto a fini "ludici!! Insomma il cane ride e sorride con la coda!! Ma questa parte del corpo serve anche ad individuare il rango sociale dell'animale: come studiato da Desmond Morris, il famoso etologo, i cani sottomessi compiono un movimento della coda basso, ampio e rilassato mentre i cani dominanti e aggressivi fanno movimenti brevi, secchi e a coda alta. Ma se guardiamo bene in effetti anche lo scodinzolio del cane nei cnfronti del padrone ha un duplice signifiacto: di contentezza ma anche di timore nei confronti del capobranco. Avete mai notato che spesso il cane vi viene incontro per salutarvi con la coda scodinzolante ma con il corpo leggermente abbassato verso terra? Ora sapete il perchè!! La coda ha poi un'altra funzione importantissima nella comunicazione del cane. Trovandosi proprio sopra le ghiandole anali, con il suo movimento il cane smorza o acuisce i segnali odorosi sopratutto a fini sessuali. Ecco perchè il cane dominante avanza con la coda alta, messa un po’ obliqua, nella posizione definita “a bandiera” e la agita con uno scodinzolio lento e concentrato, con la spavalderia di chi è sicuro di sè e vuole rivelare la propria identità spargendo il suo odore intorno. Il sottomesso invece, sentendosi inferiore, si fa piccolo e procede scodinzolando a coda bassa e con la tendenza a piegarsi sul treno posteriore. In questa posizione la coda copre la regione anale e nasconde quindi l’odore individuale, come per celare la propria vera identità per paura. La sottomissione attiva e passiva sono ben individuate e descritte da Marco Poli nel suo libro sulla “Psicologia animale e l’etologia” in base al grado più o meno accentuato di sottomissione che si coglie appunto anche dalla coda: scodinzolio basso e lento per la sottomissione attiva e coda ripiegata tra le zampe posteriori per quella passiva.
Insomma da oggi guarderemo con più rispetto questa importante protuberanza!!

venerdì 22 febbraio 2008

ANIMA-LI


Tutti i padroni di un animale, e in particolare di un cane, si sono domandati almeno una volta se il loro amico e compagno di avventure abbia un'anima. Nella corso della storia questo argomento è stato trattato da nomi illustri e molti, tra i quali pensatori come Aristotele e Kant, si opposero a questa possibilità. Non sembrano pensarla così la maggior parte degli italiani, secondo un sondaggio commissionato all'Istituto Piepoli, secondo cui il 49 per cento degli intervistati si è detto convinto che gli animali l'anima ce l'hanno, punto e basta. Il dato curioso poi è che solo il 41 per cento degli intervistati possiede un animale e che se è vero che quasi la metà, dovendo indicare l'animale che sente più vicino all'uomo, pensa al cane, oltre un terzo, al secondo posto, indica la scimmia, che sorpassa di ben sei posizioni il gatto e il nobilissimo cavallo. Non solo ma nella classifica degli animali aventi spiritualità rientrano anche lucertole, orate, uccelli, insomma un riconoscimento generale alla spiritualità del mondo animale. In effetti già in passato molti si sono espressi a favore dell'esistenza di un'anima anche negli animali. Senza citare troppo come spesso accade Hugo "Guardate negli occhi il vostro cane, e provate a dire che non ha l'anima", anche la Chiesa non sempre si è opposta a questa possibilità. Se è vero che San Tommaso l'ha sempre negata, come non ricordare San Francesco che addirittura predicava agli animali? Anche Paolo VI avanzò l'idea che in paradiso potremmo rivedere gli animali del creato e Giovanni Paolo II, in un'udienza del '90, accennò all'"alito o soffio vitale" che anche le più umili bestioline ricevettero da Dio nei giorni della Creazione. In effetti non si capisce perchè l'uomo abbia "acquistato" l'esclusiva sull'anima escludendo gli altri esseri viventi, che non scordiamolo, fanno parte allo stesso diritto del mondo come noi. Siamo un popolo cresciuto e nutrito a Bambi e buonismo Disneyano o forse qualcosa di vero c'è? Certo, c'è anche chi (l'otto per cento degli intervistati), in un impeto di criticismo verso gli esseri viventi in generale, nega l'anima agli animali perché convinto che "l'anima non ce l'hanno neppure gli uomini". E quest'ultima affermazione mi sentirei di condividerla: come a dire che l'anima non dipende dalla razza o dalla specie ma va valutata singolarmente in ogni essere vivente...